Corrado Tocci

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Progetto

Coadiuvanti diplomate a sostegno delle Imprese Artigiane

OBIETTIVI DEL CORSO

Con il corso svolto dall'I.R.S.T. per "Coadiuvanti diplomate a sostegno dell'impresa artigiana", si è riusciti a dare ad un gruppo di giovani ragazze, le conoscenze necessarie per la gestione contabile - amministrativa di un'impresa artigiana.

Questo corso tenendo presente la nuova società che avanza, si connota per il binomio conoscenza - informazione, si è caratterizzato per la puntuale individuazione delle esigenze delle piccole e medie imprese, soprattutto artigiane, il tutto in una visione moderna che tende a dare le risposte necessarie in tempo reale grazie all'applicazione dell'informatica nei vari contesti.

Il corso ha inseritogli allievi in una realtà che vede l'impresa artigiana come uno strumento dello sviluppo complessivo del sistema, e nella quale il dover pensare più agli adempimenti che non al lavoro, sconcerta non poco l'artigiano, il quale ha bisogno di un sostegno concreto per la gestione dell'impresa, ossia di persone professionalmente qualificate.

Quindi il corso, ha formato dei giovani che utilizzano sistematicamente le tecnologie informatiche nella gestione dell'impresa, e che conoscono, dal punto di vista operativo, tutti i meccanismi che regolano la vita di un'impresa artigiana.

Pertanto è stato raggiunto l'obiettivo finale del corso, formando così figure professionali in grado di gestire la parte amministrativa - gestionale di un'impresa artigiana.

 

L'Associazione Provinciale Artigiani di COMO Stage dal 16/12/1991 al 19/12/1991

I problemi relativi alle imprese artigiane nel meridione, e la necessità di cercare di modificare, per quanto possibile il contesto economico in cui le stesse imprese operano rappresentano un valido motivo per la realizzazione di processi formativi atti ad indirizzare il giovane verso una diversa ottica lavorativa. Con i nostri corsi, non si è voluto cercare di cancellare secoli di storia produttiva artigianale, ma si è cercato di inculcare nelle menti dei giovani corsisti, la necessità di adeguarsi allo sviluppo economico/tecnologico anche in un settore, quale quello delle imprese artigiane, da sempre affidato alla approssimazione invece che alla produttività programmata e controllata. 

Ci è sembrato quindi di fondamentale importanza dare un “taglio” ben preciso a questi corsi, e finalizzare il tutto ad un periodo di studio presso una delle principali realtà nazionali, dove il termine “artigiano” non viene più collegato alla manualità nel senso più stretto, ma alla produttività imprese già da tempo “europee”.

Gli obiettivi che ci eravamo proposti di raggiungere, si possono raggruppare in due principali:

1.Verificare sul piano pratico come un’azienda utilizzi sistemi informatizzati, e possa, con essi, fornire in tempo reale un enorme numero di servizi adatti alle attività produttive.

2.Introdurre gli allievi con una tecnica tipo full immersion in un ambiente sicuramente più avanzato rispetto a quello conosciuto.

Nell’arco della settimana di studi, si sono trattati in maniera meticolosa, tutte le problematiche relative ad un’impresa di piccola o media dimensione; tra i docenti che sono intervenuti, si segnalano il Direttore dell’Associazione Provinciale Artigiani Giorgio Colombo, il Direttore dell’Idarco S.r.L. Fausto Basaglia, il Segretario della Cooperativa Artigiani Garanzia Confia Claudio Mascheroni, il Vice direttore dell’A.P.A. Fabrizio Ubizzoni, il Fiscalista Francesco Chirico e il responsabile dell’ufficio Enti Locali dell’A.P.A. Giuseppe Agliati.

“I servizi che l’associazione offre ai propri associati sono tali da poter assicurare ad essi la completa copertura per tutti quei problemi, piccoli o grandi che possono presentarsi nel corso della normale attività produttiva.

Infatti, oltre ad assicurare servizi di patronato e di assistenza tributaria / legale, essa si occupa di concessioni di credito, nonché della realizzazione di mostre, fiere, export, in più si sono stipulate delle convenzioni con banche di credito e con società assicurative. 

L’associazione si occupa anche di ambiente, prevenzione, antinfortunistica, urbanistica, formazione professionale, campi che le hanno consentito di ingrandirsi a tal punto, che sono ormai novemila le imprese che usufruiscono dei suoi servizi.

Intorno all’associazione sono nate una serie di strutture collaterali quali l’Arcofin S.p.A. (Società Finanziaria), Artigian Service, la Confia (Consorzio Fidi), l’Emasa (Ente mutuo assistenziale sanitario) e tante altre, ed inoltre l’associazione stessa ha in cantiere tante altre idee per offrire sempre più servizi ai propri associati.

I giovani siciliani che si sono recati presso l’associazione, hanno sicuramente potuto recepire quanto di buono sia stato fatto qui nella provincia di Como, con la viva speranza che anche essi possano fare altrettanto nella loro realtà economica “

I giovani corsisti oltre a trattare il ruolo di un’Associazione come organizzazione sociale, e l’evoluzione del sistema Associazione con le attività collaterali, dopo aver trattato di problematiche fiscali, del credito, del marketing, hanno approfondito l’applicazione dell’informatica in un settore che a prima vista può sembrare esclusivamente manuale quale quello dell’artigianato.

Oltre all’aspetto prettamente gestionale, i giovani corsisti hanno avuto anche la possibilità di visionare tutti gli aspetti che caratterizzano la vita in una piccola azienda, non tralasciando quelli relativi alla produzione.

L’I.R.S.T., in collaborazione con l’A.P.A., ha organizzato tre visite, in altrettante aziende che, nei loro settori, rappresentano l’avanguardia in fatto di produzione e di innovazione tecnologica.

La prima di queste “Scese in campo”, è stata effettuata presso una seteria di Senna Comasco, dove oltre a filare la seta, si creano i modelli che, a conclusione del ciclo, vengono anche venduti al dettaglio in appositi reparti.

L’importanza dell’attività tessile è dovuta in gran parte all’evoluzione che essa stessa nel tempo ha subito.

Infatti, se fino al secolo scorso, la tessitura veniva eseguita utilizzando telai di legno molto semplici e di dimensione ridotta, eseguendo tutte le operazioni a mano, oggi non è più così, tant’è vero che il settore tessile utilizza macchine interamente meccanizzate, in grado di svolgere da sole tutte le operazioni richieste, dalla mischia iniziale delle fibre fino allo stampaggio finale del tessuto.

La meccanizzazione adottata dalla grande industria tessile, ha incrementato enormemente la produzione, ed ha conquistato anche gran parte del mondo artigianale.

Sicuramente , per crescere in questo settore bisogna adeguarsi ai cambiamenti che la società impone, e di conseguenza tralasciare la vecchia organizzazione, per una necessariamente molto simile a quella industriale. Nel “Setarium” si trovano impianti collegati, addirittura, ad un computer che comanda l’incrocio automatico dei fili della trama a quelli dell’ordito; basta inserire una scheda su cui è stato indicato il tipo di disegno che si vuole ottenere, e il computer fa compiere ai vari dispositivi i movimenti necessari per disporre i fili nel modo richiesto.

E’ chiaro che sarà stato molto difficile modificare le proprie abitudini, ma qui gli artigiani ci sono riusciti, e sono stati capaci a mettersi in concorrenza con le grandi industrie produttrici di manufatti.

La seconda visita effettuata dai corsi dell’I.R.S.T., è stata presso un’impresa artigiana di Rovello Porro (CO), che si occupa di progettazione e costruzione di stampi per pressofusione.

Anche qui si è voluto analizzare l’intero processo produttivo all’interno di questa piccola impresa che comunque può affermare di essere all’avanguardia nel suo settore. L’artigianato, a Como, ha adottato criteri di produzione simili a quelli dell’industria, fornendo il proprio laboratorio di macchinari tra i più moderni e sofisticati, senza però dimenticare la qualità del prodotto, caratterizzato da controlli rigorosi e lavorazione accurata; in questa azienda questa due caratteristiche sono sicuramente presenti, dato che si parla di meccanica di precisione. Durante la visita si è potuto appurare che gli stampisti che lavorano presso l’impresa di Rovello Porro, hanno adottato completamente le innovazioni tecnologiche, utilizzando per il loro lavoro il Cad–Cam.

La produzione degli stampi, è, infatti un importantissimo settore dell’artigianato metalmeccanico; i diversi procedimenti di lavorazione necessari alla costruzione di uno stampo, l’uso di differenti macchine utensili, la quasi totale assenza di produzione in serie, la precisione nel lavoro richiesta, esigono una manodopera altamente specializzata: lo stampista.

E’ chiaro che questi artigiani sono all’avanguardia non solo per quanto riguarda la produzione, ma anche per quanto riguarda l’organizzazione.

Infatti, in questo settore, la collaborazione tra le diverse imprese è molto vivace e spesso fondamentale ai fini della produzione; non è raro, per esempio, il caso di un’impresa che affidi ad un’altra il compito di eseguire per lei alcune fasi della lavorazione di un determinato prodotto, o che addirittura ne costruisca delle parti, e il tutto per incrementare la produzione e massimizzare gli sforzi per il rafforzamento dell’intera categoria.

A conclusione di questo Stage, non poteva mancare la visita presso una falegnameria di Cantù, famosa nel mondo per la realizzazione di mobili che vengono esportati nei paesi più lontani. In questa azienda canturina, la voglia di crescere è palpabile, e la si nota nella voglia di lavorare, nei macchinari utilizzati, e nello sfruttamento quasi totale delle risorse disponibili.

All’interno dell’azienda lavorano una dozzina di persone che, rotando come in una catena di montaggio, riescono a realizzare un numero elevato di “pezzi” in brevissimo tempo, non tralasciando la fattura e la perfetta armonia dei pezzi stessi.

La cosa che dovrebbe far pensare maggiormente, è che questa impresa artigiana, come tante altre nella zona, riesce non solo a soddisfare le necessità della clientela comasca, ma ad esportare il proprio prodotto in tutta Italia e in parte dell’Europa.

Ed è proprio questo l’argomento da dover analizzare, ossia come riuscire ad inquadrare il problema “Artigianato” in un’ottica diversa da quella da tutti conosciuta; l’artigiano deve uscire dalla bottega per cercare nuovi mercati, non spaventandosi della concorrenza delle grosse aziende, ma, al contrario, cercando di trarre da esse la voglia di crescere, aggiornarsi, cambiare. E’ sicuramente vero, che quello che hanno visto i corsisti dell’I.R.S.T. non si è creato improvvisamente, ma è anche vero che quando si crede in qualcosa, si possono superare tutte le asperità, ed è proprio questo che l’I.R.S.T., in collaborazione con l’A.P.A. di Como ha cercato di far capire nel corso di questa settimana di lezioni; la formazione professionale rappresenta a questo punto il gradino necessario per la nuova generazione che si vuole offrire all’Europa con un grande bagaglio culturale non fatto più solo di tradizioni ma basato sulla conoscenza, e sull’integrazione di tecniche antiche e tecnologie moderne.


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