Corrado Tocci

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Fine di una Elite Politica ?

Il Ventunesimo Secolo segna la fine delle Elite Politiche, Burocratiche, Tecnocratiche e Intellettua

Con il ventunesimo secolo assistiamo al passaggio del testimone del potere dalle élite alle oligarchie illuminate finanziarie.

Questo passaggio di testimone è conseguenza della perdita di identità dello Stato Nazione a favore di nuovi sistemi che regolano i rapporti internazionali collegati alla globalizzazione che hanno a fondamento “la Governance”.

Zoccolo duro dello Stato Nazione erano le ideologie e i partiti, zoccolo duro della Governance è la Ricchezza.

L’oligarchia “è una forma di regime politico in cui il potere è nelle mani di pochi, eminenti per forza economica e sociale”, l’oligarchia è rappresentata da “un gruppo ristretto di persone che esercita, generalmente a proprio vantaggio, un’influenza preponderante o una supremazia in istituzioni, organizzazioni ed enti economici, amministrativi e culturali”. E’ evidente che l’oligarchia è una forma di potere minoritario, una forma di dominazione politica di una minoranza d’individui sull’intera collettività, che trova il suo fondamento nella ricchezza materiale.

Uno dei nodi da districare quotidianamente è rappresentato dall'intreccio tra politica democratica, potere economico e potere mediatico. I luoghi di decisione più partecipati sono progressivamente svuotati a favore di una verticalizzazione sempre più spinta, con la conseguente sottrazione agli stessi esecutivi di larghi ambiti di decisione, che vengono avocati da vari tipi di organismi sovranazionali caratterizzati da una più o meno marcata natura "tecnica" o sedicente tale.

Ai nostri giorni ci si deve confrontare con due tipologie di oligarchie, quelle governanti e quelle civili. Nelle oligarchie governanti, gli oligarchi gestiscono il potere politico in maniera collettiva, mettono insieme eserciti finanziandoli con fondi comuni e solitamente si alternano nelle cariche di potere, mentre le oligarchie civili sono le uniche nelle quali gli oligarchi non governano direttamente ma piuttosto contano interamente sul potere della loro ricchezza per garantirsi l’influenza politica e per proteggere i propri averi. Le oligarchie civili sono completamente disarmate e il potere coercitivo che difende le loro fortune è gestito tramite lo stato attraverso istituzioni legali e burocratiche. Le oligarchie, possano mescolarsi con forme di governo in cui il potere politico è nelle mani di tutti, come quelle che garantiscono l’uguaglianza formale dei diritti politici.

L’oligarchia è un processo politico con cui gli oligarchi, da soli o in gruppo, usano le loro ricchezze come risorsa di potere per contrastare le minacce ai propri averi e alle proprie entrate. La contrapposizione con le élite è importante, anche se possono essere considerate forme di potere minoritario, le élite si differenziano dalle oligarchie perché le basi del loro potere sono molteplici e diversificate, e comunque diverse dalla ricchezza. Gli appartenenti alle élite sono potenti perché occupano cariche ufficiali in particolari strutture gerarchiche pubbliche, private, laiche, religiose, o perché possono controllare il dibattito ideologico e mobilitare un gran numero di persone, o perché hanno a disposizione l’uso di mezzi coercitivi potenti, oppure perché godono di uno status politico e sociale privilegiato. Le differenti fonti del potere che supportano le élite le rende meno coese rispetto al sistema oligarchico che si fonda solo sulla difesa della supremazia economica.

Le varie tipologie di élite fondano il loro potere sulle varie forme di democrazie moderne che cercano di coniugare il suffragio universale e le libertà d’espressione con forme estreme di concentrazione del potere che a loro volta dipendono da forme estreme di concentrazione della ricchezza. In questo tipo di sistemi allargare la partecipazione dei cittadini alle istituzioni democratiche non è necessariamente sufficiente per contrastare il potere oligarchico, vi è bisogno piuttosto di meccanismi che contrastino le concentrazioni di ricchezza.

I sistemi democratici oggi debbono fare i conti con il loro tasso di credibilità, ovvero la fiducia che i cittadini nutrono nelle istituzioni tradizionali della democrazia rappresentativa che scende di anno in anno sempre più basso. Obiettivo primario della politica è cercare di capire il perché del calo di interesse che la gente mostra verso i partiti e verso le elezioni, è strategico approfondire le motivazioni all'origine della insofferenza o del rifiuto che i cittadini manifestano nei confronti delle istituzioni o delle pratiche della democrazia rappresentativa. Uno degli elementi è sicuramente rappresentato dallo spostamento verso l'alto dei Centri decisionali, in forza del quale le decisioni politiche scivolano via dalle sedi più rappresentative e si ritirano verso luoghi meno conosciuti e accessibili. Si assiste allo svuotamento dei luoghi di decisione più partecipati che vengono progressivamente svuotati a favore di una verticalizzazione e concentrazione del potere sempre più spinta.

Il potere delle élite è direttamente collegato al potere detenuto dalle comunità politiche che sono attraversate da una gran quantità di dinamiche che ne trascendono i confini e che, di conseguenza, tendono a marginalizzare o comunque a depotenziare le capacità di controllo dei poteri democratici istituzionali nazionali. Il governo delle dinamiche globali è stato di fatto assunto da interessi rappresentati da “Agenzie internazionali” che dettano agli Stati le regole di comportamento dalla cui osservanza dipende il finanziamento del loro debito pubblico. Queste dinamiche sterilizzano la dialettica democratica perché le varie formazioni politiche possono esprimersi solo con proposte di valenza marginale sul merito del provvedimento in approvazione.

Le democrazie nazionali sono ulteriormente esautorate dai grandi fenomeni che sfuggono al loro controllo come i movimenti migratori, i flussi della comunicazione globale, i problemi di approvvigionamento energetico, gli spostamenti dei capitali in tempo reale.

La visione democratica può essere difesa solo con la partecipazione politica della società civile, l’attivismo delle assemblee locali e la mobilitazione dal basso, questi sono gli unici strumenti che possono drenare il potere e l’autonomia delle élite e delle oligarchie.

 

Corrado Tocci 


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