Corrado Tocci

Menù

image

Analisi progettatori per le caratteristiche del territorio

Analisi progettatori per le caratteristiche del territorio

OBIETTIVI DEL CORSO

Il piano di sviluppo urbanistico degli ultimi anni ha posto in essere un bisogno di razionalizzazione degli interventi, mirati soprattutto alla salvaguardia dei beni ambientali che rappresentano nel contempo testimonianza storica di una cultura ma anche e soprattutto tutela della salute. 

Ambiente ed energia alternative sono il binomio inscindibile degli anni '90. 

1. Gli allievi impegnati nel primo percorso formativo hanno maturato, mediante il criterio di esperienza/incontro/confronto, metodologie e criteri per una corretta interpretazione delle normative vigenti per le Valutazioni di Impatto Ambientale che quindi sono state applicate, anche se ovviamente sul piano della simulazione, alla realtà territoriale e ambientale del costruendo sbarramento sul torrente Finaita della Piana di Catania. Gli allievi, ormai pienamente consci della legislazione e degli strumenti applicabili in un contesto locale nazionale si confrontano con realtà nazionali diverse. L'Inghilterra ed in particolare Manchester, culla della rivoluzione industriale, probabilmente la scelta migliore. 

2. L'Energia alternativa è tutt'oggi un campo di ricerca di grande interesse internazionale.

Questa grand’attenzione nasce da una continua ricerca di una fonte energetica affidabile, pulita, e conveniente. In particolare, tra queste fonti troviamo al giorno di oggi le energie del vento e del sole come due sorgenti alternative valide che prospettano buone proiezioni verso un futuro sviluppo di impianti per lo sfruttamento di queste fonti. 

In quest’ottica il corso si è indirizzato a raggiungere due obiettivi. 

- Il primo è il raggiungimento di una buona preparazione teorico-pratica di base 

- Il secondo è di proiettare queste conoscenze ad un confronto reale con le ultime tecniche realizzate ed acquisire un orientamento verso nuove tecniche per un passo successivo di sviluppo. 

STAGE

Due momenti dell'attività degli allievi durante l'attività di stage:

- A sinistra un sopralluogo dell'invaso sul Torrente Finaita;

- A destra l'incontro degli allievi con il direttore del Consorzio di Bonifica della Piana di Catania, Nuccio Di Stefano.

Invaso sul torrente FINAITA - studio del V.I.A.

(sopralluogo operativo dal 28/08/1990 al 05/09/1990)

Nell'ambito dell'attività pratica svolta dagli allievi del corso una esperienza interessante è stata quella di verificare lo studio di impatto ambientale dell'invaso sul Torrente Finaita promosso dal Consorzio Bonifica della Piana di Catania, facente parte di un generale progetto per l'Integrale utilizzazione delle risorse idriche del complesso irriguo Salso-Simeto. 

Gli studenti sono riusciti ad individuare gli impatti più negativi e ne hanno una metodologia scientifica e dando una valutazione secondo le norme del D.P.C.M. 27/12/1988.

Il consorzio generale di Bonifica della Piana di Catania (istituito nel 1927) ha promosso il progetto riguardante la costruzione dell'invaso nel Giugno 1977 per recuperare una maggiore quantità di acqua per l'irrigazione delle aree sottostanti. La costruzione dell'invaso porterà ad un aumento della quantità di acqua distribuita, al ripristino dell'attuale sistema di canalizzazione ed alla costruzione di una rete di distribuzione.

Per la realizzazione del progetto sono stati previsti circa 124 miliardi ed i finanziamenti perverrano dalla Banca Europea degli investimenti e dalla Cassa per il Mezzogiorno: il tempo di realizzazione è di circa 18 mesi dalla data di inizio dei lavori. L'invaso con una quota minima di m 140 e massima di 175 s.l.m., ha una capacità di 11/12 milioni di mc di acqua per irrigare un'area di 6.050 ettari. I materiali usati saranno materiali sciolti e di drenaggio, recuperati in loco in modo da non alterare in modo eccessivo l'ecosistema.

Dalle analisi effettuate è risultata di importanza fondamentale la realizzazione dell'opera, vista la crisi idrica che si accentua nei periodi estivi, nella Piana di Catania, ma ponendo una particolare attenzione a:

1. Controllare la formazione di ampi calanchi, dovuta all'estremo degrado della copertura vegetale e delle condizioni morfologiche, rendendo queste zone soggette a fenomeni di dissesto superficiale ad intensa erosione; 

2. Verificare i fenomeni di instabilità, con processo di colamento della coltre detritica superficiale che tende ad accumularsi alle quote più basse del versante; 

3. I fenomeni tettonici, poiché l'area ricade nel settore etneo, che hanno procurato il sollevamento delle aree a monte e lo sprofondamento a valle; 

4. Controllare la qualità dell'acqua da utilizzare che è soggetta a contaminazione accidentale (piogge acide, gas solfurei provenienti dall'Etna etc...) ed utilizzo di fertilizzanti; 

5. Verificare attentamente l'impatto visivo riguardante il paesaggio, in considerazione allo sbarramento a valle dell'invaso (di m 60) ed al dislivello dell'acqua dell'invaso dovuto ai momenti di maggior siccità in cui il pelo dell'acqua scende fino ad una quota di 140 m s.l.m. 

Gli allievi sono riusciti a formulare degli interventi di mitigazione degli impatti, nonostante le diverse provenienze culturali e scolastiche, dimostrando una particolare capacità nell'interpretare la normativa (sia nazionale che comunitaria) e riuscendo così a definire la compatibilità ambientale dell'intervento con dati essenziali e soluzioni concrete.

Gli allievi presso la sede della Philo's durante la presentazione dello stage (03/12/1991)

 

Il Progetto DAVYHULME (04 Dicembre 1991)

Il problema delle acque reflue urbane ha sempre rappresentato uno dei problemi più importanti di una città moderna sia dal punto di vista della scelta del sito sia da quello della sua interazione con l'ambiente circostante. La tendenza a scegliere per le vasche di stoccaggio e per i depuratori un sito lontano il più possibile dalle sedi delle attività cittadine e quindi la loro tipica collocazione nelle periferie dei centri abitati si è rivelata una strategia perdente data la rapida espansione di questi ultimi e comunque ha sempre generato problemi di ordine ambientale e più propriamente sanitario data l'alta densità di popolazione che generalmente caratterizza i suburbi dei grandi insediamenti urbani, popolazione appartenente ai ceti meno abbienti che più degli altri sono esposti agli effetti dei fenomeni di inquinamento ambientale. La centrale di DAVYHULME con i suoi impianti di risanamento delle acque costituisce un impianto leader nel settore e rappresenta un esperimento i cui risultati saranno sfruttati per la progettazione e la realizzazione di piccole centrali a tecnologia compatta che dovranno sostituire i grossi impianti e che verranno inseriti in gran numero nel sottosuolo delle aree metropolitane con enormi vantaggi non solo dal punto di vista della salvaguardia del territorio ma anche da quello non trascurabile della loro realizzazione e manutenzione.

Schema del sistema sotterraneo del trattamento delle acque.

L'Università di Lancaster (05/12/1991)

Il problema degli effetti dell'inquinamento sugli organismi viventi ed in particolare sulle colture è stato trattato dal Prof. Ray Mac Donald, capo divisione del Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università di Lancaster. Visite successive alle serre ed ai laboratori di ricerca hanno permesso ai corsisti di accostarsi alle problematiche ambientali anche dal punto di vista puramente scientifico e speculativo. I ricercatori inglesi hanno mostrato una serie di esperimenti connessi alla salvaguardia del patrimonio forestale aventi come scopo la determinazione del grado di influenza che la presenza di particolari composti chimici dispersi nell'atmosfera hanno sulla crescita e sulla fisiologia di particolari specie vegetali. Atmosfere controllate caratterizzate da concentrazioni note di agenti inquinanti venivano immesse in serre contenenti tali specie e sofisticati sistemi di controllo ne registravano l'attività vitale.

La centrale nucleare di Sellafield (05/12/1991)

Non poteva mancare in un panorama quale quello offerto dallo stage un argomento quale il problema delle fonti energetiche e dell'impatto che la produzione di energia ha sul territorio, specialmente quando l'energia prodotta è di origine nucleare. L'interesse per tale tipo di centrale è suggerito dal fatto che a Sellafield esistono due importantissimi tipi di tecnologie. Il primo relativo alla conversione dell'energia nucleare in energia termica da cui la produzione di energia elettrica, il secondo relativo al trattamento ed allo stoccaggio di materiale radioattivo. Un seminario tenuto da tecnici della centrale nucleare ha illustrato ai corsisti le tecnologie utilizzate ed il principio di funzionamento di un reattore, nonchè le procedure di trattamento dei "rifiuti nucleari" e di tutela del territorio attorno alla centrale. Una visita dettagliatissima agli impianti ha portato i corsisti nelle varie sale di controllo ed in quella dove il materiale fissile viene inserito nel reattore a pochi metri sulla verticale del "core" dove avvengono i processi di reazione a catena. Particolare interesse ha suscitato il fatto che, grazie alle potenti schermature utilizzate, i livelli di radiottività nelle zone più esposte al rischio di contaminazione radioattiva era di poco superiore ai livelli di radioattività naturale del sito. 

Centrale nucleare di Sellafield. 

- A sinistra: piscina principale di stoccaggio nell'impianto di trattamento del combustibile già utilizzato

- A destra: la parte superiore della pila del reattore n. 1 con il meccanismo di controllo a barre di grafite

- A sinistra: Sellafield, la macchina per il caricamento del combustibile nucleare

- A destra: Manchester - Salford Quays 

Visite guidate a siti "recuperati" o in corso di "recupero" (06/12/1991)

La città di Manchester è stata, come è noto, fin dalla fine del diciottesimo secolo, un centro industriale attivissimo così che l'attuale tessuto urbano si trova ad essere costruito su enormi depositi di residui industriali di svariata natura derivanti dalle trascorse attività produttive della città. La grande quantità di tali residui e talvolta la pericolosità dei componenti chimici che nel corso dei decenni si sono formati, ha reso praticamente inutilizzabili vaste estensioni di terreno nell'ambito della città. Una visita guidata in località Greenbank (Manchester) ha permesso ai corsisti di vedere una gigantesca opera di bonifica su un'area di 49 acri sulla quale sorgerà un centro residenziale costituito da circa 400 nuovi edifici. Il sito, su cui nel diciannovesimo secolo sorgeva una miniera di carbone necessita, per la bonifica, di colossali sbancamenti di terreno fino ad una profondità di 150 piedi. Il materiale viene quindi privato delle sue componenti tossiche che vengono sigillate in enormi contenitori successivamente interrati in profondità e riportato nel luogo d'origine.

L'università di Manchester (07/12/1991)

La tutela delle piante e della fauna acquatica è stata l'oggetto di un'altra visita guidata ai Salford Quays (Manchester), presso la stazione di controllo per il miglioramento della qualità delle acque del Dipartimento di Biologia Ambientale dell'Università di Manchester. Un'interessante proiezione di diapositive seguita da una discussione cui hanno partecipato anche i corsisti, ha permesso di capire come acque considerate ormai definitivamente inadatte per la vita animale e vegetale, siano state rese di nuovo adatte alla vita di alghe, invertebrati, plankton e pesci mediante procedimenti chimici di depurazione e razionali sistemi di ossigenazione. Il recupero ecologico di questa parte della città di Manchester , una volta utilizzata esclusivamente come interfaccia fluviale verso il grosso centro commerciale di Liverpool cui era collegata con un canale, ha anche permesso la riconversione dei Docks nel grande centro residenziale dei Salford Quays.


Richiesta Info