Corrado Tocci

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Costruire Europa

Una Europa che si sta costruendo attraverso forme di competizione e deregolamentazione di fatto. Danneggia i sistemi produttivi del nostro Paese che rischiano di essere penalizzati sia per la complessità normativa e burocratica, che per gli standard dei prodotti.

La visione che il cambiamento in atto non possa autogestirsi è una utopia, solo un intervento qualitativo della politica può evidenziare gli aspetti virtuosi del cambiamento.

Come cittadini europei non possiamo accettare le due culture che si stanno confrontando in Europa, la “Cultura Procedurale” e “l’Approccio Radicale”. La scelta di avere una Europa che va per procedure, favorisce una Europa delle burocrazie, che sono importanti, ma una Europa delle burocrazie tende ad andare per processi, gestire i processi non rende capaci queste burocrazie a gestire il cambiamento che si fonda sulla discontinuità. Come cittadini siamo coscienti che ogni fatto nuovo mette in crisi la burocrazia mettendo a rischio l’efficacia dell’iniziativa precedentemente programmata. Questa impostazione basata su una cultura procedurale non può gestire il futuro dell’Europa.

L’altro approccio, quello radicale, del cambiare tutto, paradossalmente viene portato avanti da due culture completamente diverse ma che convergono sui risultati finali, la cultura dell’integralismo di matrice religiosa e non, e la cultura laica dell’indifferenza e dell’uso strumentale della realtà.

Come cittadini siamo consci che nessuna delle due può dare risposte sociali in linea con i problemi che si incontrano, abbiamo bisogno di un terzo approccio, quello Storico. Il mutamento nella fase storica assunto come prospettiva e obiettivo. Stare nella storia significa soprattutto due cose, accettazione della storia partecipando come attori e integrità culturale, testimoniando la propria cultura, diffondendo le proprie idee, ma anche essere capaci di dialogare con tutti.

 

 


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