Corrado Tocci

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I motivi per cui Gianni Alemanno non può vincere le elezioni a Roma

Le elezioni amministrative a Roma hanno dimostrato che un romano su due ritiene che la politica non sia più lo strumento utile a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Le periferie romane, dove vive l’ottanta per cento della popolazione, da sempre scontano sulla propria pelle l’inefficienza e l’insipienza del Campidoglio.

Questo è avvenuto con la Giunta Rutelli che alla fine può essere considerata passabile grazie alla conoscenza delle periferie romane del Vice-Sindaco di allora. La Giunta Veltroni, oltre a grande ricerca di immagine e spettacolarizzazione degli avvenimenti, non fece niente per realizzare marciapiedi, fognature e attenuazione dei disagi causati dai fenomeni abusivi, conseguenza di come si era sviluppata la periferia romana negli anni sessanta e settanta.

Nelle precedenti elezioni la scelta di Alemanno di correre per Sindaco di Roma fece nascere delle speranze nelle periferie in virtù della sua militanza in una destra sociale che trovava molto consenso nei quartieri popolari. Non a caso alcuni Municipi storicamente comunisti puntarono su Alemanno per cercare di cambiare qualcosa. Purtroppo nei quartieri popolari non è cambiato niente, il cittadino che ogni giorno cerca di “sbarcare il lunario” si è ritrovato ad affrontare le stesse difficoltà che lo assillano da sempre. Anche i Municipi si sono dimostrati una sovrastruttura utile ai pochi intimi che potevano vedere ripagata la militanza.

In questa logica Gianni Alemanno non può che uscire sconfitto dal ballottaggio considerato che il Partito Comunista pur con i suoi cambi di nome su Roma ha sempre avuto uno zoccolo duro di voti che oscilla tra i cinquecentomila ed i seicentomila, Ignazio Marino su questi numeri può vivere di rendita, è inutile accusarlo di fare una campagna elettorale piena di poesia e non di problemi.

Ma anche la Giunta Alemanno non ha brillato per capacità di soluzione dei problemi di chi abita intorno al raccordo anulare.

Perché la gente non va a votare? Una domanda ricorrente. Prendiamo un caso accaduto ieri mercoledì 29 maggio 2013, una madre di famiglia smette di lavorare in un negozio al centro di Roma e si avvia verso casa, la signora abita in via Bruno Rizzieri un zona interna del raccordo anulare tra la Tuscolana e la Casilina.

La signora prende un bus che la porta alla fermata “Barberini”, per poi prendere la metro A fino alla fermata “Subaugusta”, dove prenderà il bus numero 559 che la porterà a casa.

 

La Signora arriva al capolinea del bus 599 in piazza Cinecittà alle ore 20,35, il capolinea è vuoto, la signora pensa “è appena partito aspetterò l’altro”.

Il tempo passa e del bus 599 non ce ne è traccia, tira un’aria fredda ma i capolinea di piazza Cinecittà sono sprovvisti di pensiline e quindi la gente si deve arrangiare come può.

Il capolinea di Cinecittà è un punto di snodo con la linea della metropolitana A molto importante, da lì si diramano quasi dieci linee che collegano le zone a cavallo del grande raccordo anulare che vanno dalla statale Appia alla statale Tiburtina.

Alle 21,10 arriva una autovettura della azienda Atac, una Fiat Punto con a bordo un responsabile delle partenze del piazzale, che è stato avvicinato con fare scocciato dai passeggeri che aspettavano già da 45 minuti il 599.

Come suo dovere l’incaricato ha cercato di minimizzare il fatto e si è messo subito a disposizione telefonando per cercare di capire quale fosse il problema.

Il problema era che erano solo in servizio due vetture, in teoria una ogni 30 minuti.

Alle ore 21,20 arrivava un bus 599 che dopo cinque minuti ripartiva.

La signora ha aspettato dalle 20,35 alle 21,25, cinquanta minuti. Durante il tragitto il giovane padre di famiglia che guidava il bus 599 si è dovuto subire tutte le lamentele di coloro che salivano.

La signora scendeva dal bus 599 alle ore 21,45. Per fare il percorso dal centro di Roma a casa la signora ha impiegato 2 ore e 10 minuti.

Questi sono alcuni dei problemi veri che i candidati a Sindaco di Roma dovrebbero conoscere e non diamo la colpa al Presidente dell’Azienda dei Trasporti, la colpa ricade sempre sul capo. Sul bus 599 ieri sera la gente si domandava ma le continue assunzioni che fa l’azienda a che servono?

Se Gianni Alemanno vuole ribaltare il risultato della prima tornata deve fare come San Paolo mettersi a girare dove vive la gente per capire il disagio quotidiano, mandanti e plenipotenziari non sono più credibili, e vedrà che tanta gente tornerà al seggio elettorale attenuando il valore dello zoccolo duro dei voti comunisti a Roma.

 

 


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