Corrado Tocci

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La corruzione e la società post-moderna Italiana

La gente comune si sta sempre più convincendo che dei componenti delle istituzioni e della burocrazia hanno rinunciato al loro ruolo istituzionale di essere capisaldi della società.

Nell’immaginario collettivo si fa sempre più strada la convinzione di vivere un momento storico nel quale istituzioni e persone si stanno decomponendo, come un corpo quando muore.

La corruzione rischia di essere intesa come componente normale della vita di questa società, come una componente obbligata per portare avanti qualsiasi attività ordinaria quotidiana.

La debolezza umana di concerto con la complessità istituzionale creano le condizioni per far crescere e sviluppare la corruzione.

Come cristiani abbracciamo il peccatore ma non il corrotto, questa nostra scelta nasce dalla disponibilità alla conversione dei due diversi atteggiamenti, mentre il peccatore che si pente lo fa con cuore sincero, il corrotto è talmente chiuso nella soddisfazione della sua autosufficienza da non essere disponibile a mettere in discussione la sua autostima, costruita su comportamenti fraudolenti, alimentata dal percorrere sistematicamente scorciatoie, calpestando la propria e altrui dignità.

Dobbiamo unirci al grido di Papa Francesco “peccatori sì, corrotti no”.

Il corrotto è un povero di spirito, chiuso in un antro dove la profezia non entrerà mai. In questo antro il corrotto usa tutte le tecniche per discreditare le istituzioni e le persone che con comportamenti etici si frappongono al raggiungimento dei suoi obiettivi.

La corruzione viene favorita da quelle forme di trionfalismo che fanno sentire il corrotto vincitore, grazie al supporto di comportamenti velleitari e frivoli.

Il corrotto fa spesso parte di “un circuito” di persone che si sono date dei criteri atti a perpetrare e giustificare la loro corruzione. Questi gruppi non hanno niente a che fare con il popolo e l’etica pubblica.

La corruzione ha la facoltà di modificare la realtà a vantaggio dell’apparenza, infatti l’apparenza elabora la realtà in modo da farla accettare socialmente, distorcendone l’autenticità, paradossalmente l’apparenza ha bisogno di norme sempre più severe per giustificare la sua sopravvivenza, come accade oggi nel sistema burocratico italiano.

Purtroppo la corruzione sta facendo rimpicciolire gli orizzonti del popolo italiano e sta diffondendo nei giovani la convinzione che se vogliono salvarsi debbono andare fuori dall’Italia.


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