Corrado Tocci

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Popolari Glocalizzati

A seguito della delusione patita con il tradimento della Rosa per l’Italia, alcuni dirigenti di Area Popolare Democratica e di Italia Popolare ritennero che fosse il momento di chiudere con i superstiti del vecchio sistema dei partiti e dedicarsi alla promozione sui territori di un movimento politico culturale che avesse lo scopo di valorizzare le risorse glocali, umane ed economiche, in una società globalizzata evitando qualsiasi forma di contrasto e contrapposizione.

Nasce così il 01/02/2009 il Movimento Politico Culturale “Popolari Glocalizzati”.

Dagli interventi sono emerse una serie di analisi fatte proprie poi dall’Assemblea.

“I fenomeni negativi, che hanno contrassegnato la conduzione della vita pubblica nel nostro Paese, non dipendono soltanto dal cattivo funzionamento delle Istituzioni o della loro occupazione da parte dei partiti - per quanto determinanti possano risultare questi elementi - ma sono anche espressione di un costume diffuso che investe l'intera società; denunciano la persistenza di uno scarso senso civico e di appartenenza collettiva; manifestano, in definitiva, l'assenza di un’etica culturale comune, che è la base necessaria della convivenza”.

“La riacquisizione di significato della società civile, e la restituzione ad essa delle funzioni che è chiamata a svolgere per il bene dell'intera collettività, sono dunque strettamente interdipendenti, prima ancora di riformare la politica è necessario “stimolare” la capacità che essa ha di ricuperare al proprio interno una cultura e un'etica del sociale, che si traduca nella produzione di un nucleo di valori condivisi, capaci di interpretare correttamente le esigenze di una società pluralistica e differenziata come l'attuale e di favorire, nel contempo, la convergenza verso obiettivi di bene comune.

La centralità della società civile e la sua non irriducibilità, sia al mercato che allo stato, trova qui la sua ragion d'essere. L'esigenza dello sviluppo di relazioni sociali, non imposte istituzionalmente dall'alto ne ispirate a motivazioni puramente utilitariste e strumentali, ma derivanti da istanze che affondano le loro radici nelle mutue relazioni delle persone da cui trae origine la socialità, e che sono perciò capaci di connettere in modo fecondo senso e funzionalità, è legato al superamento di un'interpretazione dell'uomo sia come “ uomo economico” che come “uomo politico”, e alla disponibilità a fare propria una “umanità” in cui la originalità e la gratuità della relazione sono a fondamento dei reciproci diritti e doveri.”

“La società civile, che fonda le sue radici sulla persona come soggetto di relazioni, che non si astrae dalle strutture storico-sociali, diviene la via per il superamento dell'esclusività dei rapporti stato individuo o individuo-mercato, e perciò può contrastare tanto lo statalismo totalizzante che il mercato dominato da logiche privatistiche esasperate”.

“Il “Sistema Locale” ravvisa nei principi di sussidiarietà e di solidarietà i fondamenti della vita sociale, ribadisce la loro inscindibilità e sottolinea pertanto la necessità di combinare, in senso dinamico la loro correlazione. Sussidiarietà e solidarietà non sono infatti in antitesi, ma sono piuttosto tra loro in un rapporto di stretta interdipendenza, nel senso che la prima costituisce la forma mediante la quale viene costruendosi la vita sociale e la seconda fornisce i contenuti perché tale costruzione avvenga nel segno di un'autentica reciprocità umana fondata sulla giustizia e sulla carità.”

Allegato il Manifesto della Glocalizzazione approvato dall’Assemblea

 

 


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